Slow luxury retreats: la nuova anima del lusso contemporaneo

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Angoli remoti di mondo in cui soggiornare diventa un privilegio. Spazi di bellezza pura e incontaminata, che combinano i valori della lentezza e della sostenibilità alla ricerca di un comfort che è l’essenza stessa del benessere procurato dalla permanenza in un luogo. Sono slow luxury retreats: rifugi esclusivi progettati per dare forma alla nuova anima del lusso contemporaneo, in armonia con la natura e con l’ambiente senza rinunciare alle comodità della vita moderna.

Per accompagnare la lettura ascolta: 
Louis Armstrong, Dream a little dream of me – dall’album “What a Wonderful World”

E proprio ora mentre ti scrivo sono in uno di questi posti di pace e tranquillità, in un casolare incorniciato da un giardino verdissimo che si affaccia sul mare del Cilento, e col portatile aperto davanti agli occhi progetto il nuovo piano editoriale per il nostro spazio digitale di viaggi e progetti, relazioni e storie da raccontare in giro per il mondo. E quest’aria salmastra che mi arriva sulla pelle, mentre le dita corrono sulla tastiera al ritmo di una bella jazz song di altri tempi che si fonde con il suono delle cicale in sottofondo, è proprio aria d’estate e l’estate, si sa, porta con sé una fortissima sensazione di libertà e di avventura. Per cui oggi ti parlo del piacere di un viaggio lento e consapevole e di un nuovo concetto di lusso che abbraccia la filosofia dello slow living e si accorda con lo spirito autentico di questi luoghi in armonia con la natura e con la nostra anima errante in cerca di un rifugio dove ritrovare la propria dimensione.

C’è un profumo in quest’aria che sa di rigenerazione, di esplosioni lente, di meraviglia e pienezza. C’è qualcosa di magico in questa brezza che accarezza il viso invitandoci ad abbracciare la vita, a ritmo lento ma con il cuore colmo di energia, come piace a noi. Perché l’estate è il momento migliore per abbandonarsi ai piaceri dell’ozio (qui ti propongo un intero itinerario sulle ville d’otium in costiera amalfitana, un percorso che ti porterà sulle tracce del tanto ricercato otium, uno stile di vita lenta ancora riconoscibile nei resti archeologici di uno dei sistemi architettonici più affascinanti dell’epoca romana, la villa marittima, nata per dare forma alla gioia di vivere). Perché la felicità non può essere rimandata a domani, è nelle cose che stai vivendo ora, ed è qui che la troverai, nel tuo presente. Per me la felicità è nelle piccole cose, quelle semplici, che cerco sempre di non perdermi durante i miei viaggi. Nei sorrisi, nelle relazioni che durano il tempo di una tappa ma che poi non si perdono più, in quegli attimi che sanno di eterno. Nel movimento lento delle onde che si infrangono con un tempo cadenzato e un suono avvolgente che ti culla mentre, in una sera d’estate, ti ritrovi a credere che tutto può succedere perché l’anima è pervasa da una rinnovata fiducia nella vita e nell’umanità.

Perché un viaggio lento?

In un mondo sempre più frenetico, il viaggio lento offre una preziosa opportunità per staccare la spina, per riconnetterci con noi stessi e con la realtà che ci circonda. È una pausa dal ritmo forsennato delle corse quotidiane a cui siamo abituati in una contemporaneità iperconnessa, un’occasione per abbandonare la dimensione della velocità, lasciar andare le urgenze di una vita vissuta nella sensazione impellente di dover correre dietro al tempo che scorre inesorabilmente senza mai riuscire a recuperare il passo e a vivere dentro il presente, gustando il piacere della lentezza.

È proprio nella permanenza, infatti, che spesso si colgono occasioni preziose per scoprire angoli di mondo che non credevamo potessero esistere. È nell’immersione dentro i territori che attraversiamo a passo lento che ritroviamo noi stessi e il piacere puro della condivisione, della relazione e della connessione profonda con quella parte di noi che perdiamo presi dalla superficie. Così, in un ritmo più rilassato, torniamo a respirare in profondità inesplorate, come pesci con le branchie, e a entrare in contatto con i nostri sensi che si risvegliano in primavera e che esplodono in estate. Ma per questa estate ho voglia di esplosioni lente, da osservare con una birra in mano nelle ore notturne al suono ripetuto e ipnotico delle onde del mare o al mattino presto, quando il mondo non è ancora sveglio e ci sembra di essere gli unici a poterlo guardare in tutta la sua straordinaria unicità.

Di staycation ho già parlato in questo articolo sulle Cotswolds d’Inghilterra, che ti consiglio se ti piace questo modo di viaggiare che riesce a catturare l’essenza dei luoghi e a permeare di bellezza autentica e genuina l’anima del viaggiatore.

 

Con In-giro-con-Gio’ abbiamo abbracciato la filosofia del viaggio lento perché ci siamo ritrovati spesso nei nostri itinerari a dover affrontare la sfida di fare delle scelte: cosa vogliamo visitare o cosa pensiamo di volere solo perché tutti ne parlano. O ancora, cosa sarebbe bello scoprire senza programmare nel dettaglio, perdendosi un po’ tra le tappe del viaggio stesso? Perché non fermarsi qui qualche ora in più piuttosto che correre a visitare la prossima meta?

So che sono domande che ci facciamo un po’ tutti e per questo qui ti dico cosa penso io.

In viaggio è molto facile cadere nella trappola del fare tutto, tutto quello che avevamo minuziosamente programmato o almeno tutto quello che ci dicono sia una destinazione imperdibile…è normale, lo dico anche io qui tra queste pagine! Scrivo spesso delle mie tappe imperdibili, di tutti i posti che per un motivo o per un altro se ti trovi in un determinato luogo non dovresti perderti secondo me…è però proprio questo il punto: se te lo dico qui è perché io quel posto l’ho vissuto, l’ho scoperto, a volte per caso e altre volte perché me lo hanno consigliato le persone del posto, persone che ho conosciuto sul cammino (e qui si potrebbero dire molte cose sull’affidarsi ai consigli, ma magari apriamo queste digressioni nei commenti, così ascolto i vostri pensieri che è meglio…). Il punto è che anche tu dovresti perderti e cercare di assecondare il tuo istinto, scoprire una destinazione per caso e portarti a casa il tuo bottino di posti segreti da consigliare ad altri. Ma prima devi farlo tuo…

Quindi, sì, leggiamo le guide e facciamoci consigliare ma poi facciamo le nostre scelte nella consapevolezza di quelle che sono le nostre passioni, i nostri desideri, la nostra filosofia di viaggio. La mia è quella di fare un programma ma anche di non seguirlo, di lasciarmi guidare dall’istinto, dalla possibilità. Libertà è possibilità per noi, anche quella di cambiare strada se ci va…

E credo che lo slow living sia anche questo: vivere lentamente il nostro viaggio, nella consapevolezza delle scelte, quelle più sostenibili da ogni punto di vista, nella libertà di godersi il viaggio piuttosto che correre da una meta all’altra, nella possibilità di concedersi il lusso di assaporare ogni tappa lungo il percorso.

Il viaggio lento richiede il passo e la visione dell’esploratore.

Rallentare per fermarsi ed entrare nella fibra della cultura locale, conoscere le persone che abitano quel posto, conoscere le tradizioni di un territorio attraverso la sua cucina e abbracciare l’imprevisto per scoprirne tesori nascosti.

Ecco allora che impariamo che è bello perdersi nei mercati affollati, camminare lungo sentieri panoramici, girovagare senza meta per le stradine di piccoli centri, accorgersi di aver fatto tardissimo sulla tabella di marcia perché abbiamo trascorso ore e ore a parlare con qualcuno.

È un modo per arricchire il nostro bagaglio di esperienze autentiche e creare ricordi indelebili, portandoci dietro frammenti di altre vite e di altri mondi, imparando a riconoscerli in viaggio e a rispettarne la diversità e la storia.

Sostenibilità e slow luxury retreats…

Ma cosa rende così speciale un viaggio lento e consapevole? Prima di tutto il rispetto per il mondo che stiamo esplorando.

La sostenibilità è un valore irrinunciabile.

Ci fermiamo abbastanza a considerare l’impatto che abbiamo sull’ambiente circostante? Negli ultimi anni ho sviluppato un forte desiderio di soggiornare in strutture in cui questo rispetto potesse essere parte dell’esperienza. Mi sono sentita sempre più in dovere di compiere scelte consapevoli, coerenti con quello che professiamo come un valore fondante. Concederci un lusso sostenibile non è mai significato, tuttavia, per noi rinunciare al comfort.

Molti luxury retreats abbracciano la filosofia dello slow living e integrano la sostenibilità come valore fondante della loro offerta. Questi luoghi di soggiorno sono spesso straordinari, immersi in una natura incontaminata o incastonati in angoli urbani caratteristici per storia e tradizione, offrendo così il meglio dei due mondi: lentezza e sostenibilità. Nasce quindi un nuovo concetto di lusso che sposa la dimensione calda e rassicurante del “rifugio”: lo slow luxury retreat è uno spazio rilassante, in armonia con il paesaggio, che adotta metodologie eco-friendly per ridurre l’impatto dell’uomo sul pianeta. Questi rifugi di lusso adottano pratiche virtuose, come l’uso di energie rinnovabili, la gestione consapevole delle risorse idriche e la promozione dell’eco-turismo locale e della mobilità sostenibile. Un luogo in cui puoi meravigliarti della bellezza senza rinunciare a quel tipo di comfort che la contemporaneità ci mette a disposizione: dalla spa con vista alla degustazione di una cucina raffinata che fa uso di ingredienti biologici e coltivati a chilometro zero, dalla gestione sostenibile di risorse e mezzi all’attenzione per il recupero e la circolarità dei materiali. E spesso questi slow luxury retreats fanno dell’architettura e del design un aspetto fondamentale del loro potere attrattivo, un design che sposa la funzionalità alla ricerca di soluzioni vincenti dal punto di vista della sostenibilità ambientale senza sacrificare il piacere per l’estetica.

Tra queste pagine troverai, un po’ per volta, quelli che ci hanno fatto innamorare, nel ricco bagaglio di esperienze che abbiamo collezionato: eco-oasi immerse nella natura, incorniciate da montagne imponenti, finche incastonate come diamanti tra vigneti vulcanici e montagne di fuoco, case rurali e cottage di pietra adagiati su colline ondulate, che disegnano scenari campestri dalle mille sfumature di verde, vinerie disegnate da architetti di fama internazionale e mansarde sui tetti che guardano città ricche di storia, rifugi urbani che isolano e uniscono allo stesso tempo, fondendo colori e emozioni, rifugi che sanno calmare la mente e rilassare il corpo, boutique hotel che ti stringono in un abbraccio di musica e pace, fari che dominano ruggenti paesaggi oceanici e lunghe scogliere frastagliate battute dal vento, posti unici al mondo che invitano al silenzio e alla contemplazione, a restare dentro il lento svanire di un giorno, nell’istante eterno di un tramonto, a fissare quella sfera di luce accecante, lentamente, come se il tempo non avesse tempo di scorrere.

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