Irlanda on the road: natura selvaggia e storie autentiche incrociate lungo la strada…

2 Shares
0
2
0
0
0
0
0
0

Ecco un itinerario dell’ultimo minuto in Irlanda che riesce a condensare in un unico viaggio on the road di circa 4 giorni l’anima di quest’isola gioiosa in un mix emozionante di paesaggi dalla bellezza struggente, scogliere oceaniche che si gettano a picco nell’Atlantico, villaggi di pescatori dove la vita scorre semplice e lenta, scandita da tradizioni e storie familiari che si tramandano per generazioni, lungo una mappa ritmata da distillerie e pub in cui ritrovarsi a parlare con sconosciuti e a stringere amicizie fugaci che durano il tempo di un whisky o di una birra. Attraversare foreste, brughiere e praterie verdissime, coste frastagliate di penisole costellate da fari ai margini di un mondo diroccato, tra rovine di antichi castelli e siti megalitici avvolti da leggende e miti. Panorami mozzafiato e atmosfere rilassate in cui perdersi e lasciarsi andare alla pienezza del presente. La mia Irlanda on the road è una miscela potente di natura selvaggia e storie autentiche incrociate lungo la strada.

Se vuoi scoprire le tappe di questo viaggio in Irlanda on the road, seguimi fino alla fine di questo articolo nel quale ho raccolto interviste e video per un format ideato da noi di InGiroconGio’ che si chiama “Stories around Ireland” – che troverai anche sul nostro canale Youtube (ISCRIVITI QUI!) – e che presto diventerà una guida più completa, con indirizzi, categorie tematiche, consigli pratici e preziosi, insieme ad alcune chicche particolari che ancora non posso svelarti, che potrai scaricare dal nostro sito nella sezione Travel Notes.

Si parte dai dintorni di Dublino: Malahide e Howth

Dall’aeroporto di Dublino ci dirigiamo subito verso Malahide. Perfetta destinazione per il nostro arrivo nel tardo pomeriggio. Malahide dista solo una ventina di minuti, il tempo di fare il check-in e siamo già in cammino verso Howth, piccolo villaggio costiero a est della capitale.

Caratteristico porticciolo, scogliere dominate da un faro e un’atmosfera vacanziera che toglie peso alla vita. Proprio all’estremità sud-orientale del promontorio di Howth trovi il suggestivo Faro di Baily: ci arrivi a piedi con un sentiero, “The Cliffs Walk”, che puoi fare al tramonto per godere subito dei colori e del panorama che questo paesaggio è in grado di regalarti.

Howth Harbour è un buon punto da salvare sulla mappa, da qui parte anche il sentiero per le scogliere. Stanchi del viaggio la nostra unica meta è un pub: quintessenza della vita irlandese. Così, arrivati in questo porticciolo che sa di luogo autentico, di isola e di oceano, ci immergiamo direttamente nella vita del posto e nell’anima di un’Irlanda gioiosa e rilassata. Un pub. È proprio quello che ci voleva!

Dove abbiamo cenato

Ecco un pub dal carattere tradizionale. Vista sul porto e nel piatto tutto il sapore dell’oceano: io ordino un Haddock & Crab Skillet, pesce freschissimo e polpa di granchio cotti nel vino bianco e serviti con una salsa cremosa al formaggio in una padella ancora bollente insieme al purè di patate, e Mario un burger di pesce fresco del giorno in pastella croccante e leggera, che è più simile al fish and chips della tradizione solo dentro un ottimo brioche bun. Invitante anche la Fishermans Pie, per integrarsi subito nella cucina tipica irlandese: una ricetta storica e molto diffusa in tutto il Regno Unito.

Abbiamo mangiato al piano superiore: qui la vista sul porto, dai tavoli vicino alle finestre, è un plus!

Perché il modo migliore per entrare nel vivo della cultura di una terra è sempre partire dalla sua cucina. Così, a meno di 2 ore da quando siamo atterrati in Irlanda, eccoci in un Pub a gustare piatti semplici accompagnati da una Guinness in un piccolo villaggio di pescatori fuori città, nei dintorni di Dublino.

– info: O’Connells Pub & Restaurant

Dove abbiamo dormito

Questo viaggio nasce all’improvviso, per un’esigenza di stacco e di fuga rigenerante. Tutte le scelte sono state fatte all’ultimo minuto e come ho raccontato nella nostra pagina Instagram molte di queste sono state fatte per strada, assecondando i cambiamenti di itinerario e le opinioni della nostra Community attiva e creativa.

Ed ecco subito un cambio di programma: eravamo diretti a circa 2 ore e mezzo dall’aeroporto di Dublino, verso la costa orientale ma più all’interno (non dirò dove perché è un itinerario che ho segnato per il prossimo viaggio). Il nostro aereo però è partito con un po’ di ritardo e in effetti eravamo già stretti come orario di arrivo, così per la prima notte la scelta cade sulla zona costiera di Mahalide, a Portmarnock, un villaggio adagiato sul Mare d’Irlanda a soli 20 minuti dall’aeroporto.

La serata, dopo il pub ad Howth, l’abbiamo trascorsa nell’accogliente Jameson Bar, tra chiacchiere e whisky di qualità.

Al risveglio la vista del mare e i verdi campi da golf tutti intorno: in meno di un giorno siamo già lontani dal caos delle nostre vite…

– info: Portmarnock Resort & Jameson Golf Links

Giorno 1: Rock of Cashel – Blarney Castle – Cobh – Kinsale

Dopo una ricca colazione ci dirigiamo verso la nostra prossima tappa in una contea molto spesso trascurata dal turismo di massa, che più spesso predilige la costa orientale o le penisole a sud-ovest. Il nostro itinerario di questa prima lunga giornata prevede come destinazione finale Kinsale, nella Contea di Cork, a sud-ovest.

Così, decidiamo di fermarci a circa 2h e 30 minuti di auto, per assaporare le atmosfere irlandesi delle zone interne e darci la possibilità di uscire fuori dalle rotte più battute. Nella Contea di Tipperary.

The Rock of Cashel / Contea di Tipperary

Simbolo di potere sovrano nell’alto medioevo, questa suggestiva fortezza domina la Golden Valley di Tipperary con la sua mole maestosa: una cittadella tra le mura con torri, guglie e frontoni a punta che si ergono sulla sommità della collina, circondata da praterie a perdita d’occhio popolate da pecore bianche che scandiscono ritmicamente il paesaggio della campagna circostante.

The Rock of Cashel è una di quelle immagini iconiche che ti resterà impressa nei ricordi di un viaggio nell’Irlanda più rurale.

Per una pausa caffè

Granny’s Kitchen Cafè. Questo posticino proprio sotto la Rocca è l’ideale per una pausa pranzo/caffè in un ambiente accogliente e informale. Semplice come un sandwich al formaggio e una zuppa calda di verdure mentre fuori piove. La gentilezza dei proprietari è un valore aggiunto. È stato bello fermarsi a parlare con loro.

Blarney Castle & Gardens / Cork

Tappa obbligata tra le cose da vedere e da fare nella contea di Cork ma anche in Irlanda. Queste rovine di un’antica fortezza avvolte da miti e leggende sono incastonate nei meravigliosi giardini che si estendono per oltre 60 acri di parchi, attraversati da un fiume che solca tutta la campagna, tra boschi e zone acquatiche, cascate e rocce calcaree, e dietro il castello c’è anche un giardino di piante velenose provenienti da tutto il mondo.

Lo scenario naturalistico che circonda il castello è stata la cosa che ho preferito di questa visita, anche piuttosto costosa (Biglietto: 22 euro).

Salire sulla cima del torrione, dove una fila infinita di persone sale 1200 gradini per baciare la Blarney Stone, la pietra che secondo la leggenda è in grado di regalare il dono dell’eloquenza, mi ha offerto un punto di vista privilegiato sulla vallata immersa nella natura rigogliosa in cui il castello e i suoi giardini sono immersi.

Un consiglio: ritagliati almeno 3 ore per una visita completa del complesso e della tenuta.

Cóbh, “il covo di Cork”

Con le casette colorate situate su stradine scoscese e la cattedrale che si innalza sullo sfondo, questo suggestivo villaggio alla foce del fiume Lee e molto vicino alla città di Cork, tanto da prendere il soprannome di “covo di Cork” per la sua posizione su un isolotto (Great Island), è diventato negli anni una meta turistica oltre ad essere un porto molto importante, passato alla storia per essere stato l’ultimo scalo del Titanic, all’epoca nota come Queenstown.

Cosa vedere a Cóbh:

  1. il porto: Cork Harbour è uno dei porti naturali più belli al mondo

  2. il museo sulla storia di Queenstown nella stazione ferroviaria restaurata del vecchio porto

  3. la cattedrale di San Colman: St. Colman’s Cathedral con il carillon più grande d’Irlanda, installato sulla cuspide del campanile con 49 campane accordate

  4. “Deck of Cards” Houses: la strada più fotografata di Cóbh per il suggestivo contrasto tra le casette colorate sulla ripida discesa verso il porto e la Cattedrale in stile neogotico che svetta con le sue guglie verso il cielo

Kinsale

Eccolo, uno dei villaggi che ho amato di più tra quelli che ho visitato finora in Irlanda (ancora troppo pochi!). Con la sua atmosfera autentica, rilassata e cordiale come le persone del posto, mi sono immersa completamente dal pomeriggio alla notte nella vita di questo borgo molto famoso soprattutto per i suoi ristoranti.

Ed ecco che la cultura del cibo ci guida ancora una volta in un viaggio di conoscenza, in cui le storie mettono al centro le persone e connettono mondi diversi. In questo posto così pieno di fascino ho mangiato benissimo e ballato e bevuto e cantato a squarciagola fino a tarda notte…

Un viaggio che mi ha portato lontano e poi di nuovo a casa, perché “casa” è dove stai bene con te stesso, dove ritrovi il tuo centro, dove ti senti in armonia con te stesso e con gli altri. Qui, a Kinsale ho ritrovato “quell’angolo di mondo che più degli altri mi sorride”, in perfetta consonanza con le cose che mi piacciono e che rendono ogni posto familiare e più vicino a quello che sono e al mio sentire.

Perché questo è quello che fa un viaggio, ti riporta sempre al punto di partenza, un luogo dell’anima che potrai trovare dentro di te, se prima ti lasci andare e ti perdi un po’…

Dove abbiamo cenato

Una vecchia casa di pescatori trasformata in un ristorante, il N° 19 Restaurant combina sapientemente gli ingredienti e le materie prime irlandesi di questo territorio con il gusto e la capacità imprenditoriale di un italiano.

Lui è Christian, chef e proprietario di questo luogo rigenerato.

Apriamo con un prosciutto affumicato in house su un’insalata di arance e dei gamberi con un condimento semplice di aglio, olio e peperoncino. Da provare!

Un merluzzo straordinario cucinato benissimo con capperi e pomodoro all’inizio della Wild Atlantic Way e un taglio di carne irlandese che ti fanno venir voglia di restare qui a viverci, perché la cucina di un luogo è fondamentale. Non potrei mai pensare di trasferirmi in un posto dove si mangia male…del resto noi viviamo a Napoli.

/ “Stories around Ireland”: abbiamo deciso di intervistare le persone che vivono qui e affidare alle loro storie un racconto dell’Irlanda. Christian è un italiano che dopo molti anni nel campo della ristorazione nel nostro Paese ha poi deciso di partire per un po’ senza l’idea di aprire qui un ristorante. Ma poi la natura chiama a essere quello che siamo e ovunque nel mondo puoi trovare la tua strada e avere successo in quello che fai…

Filmed by Mario Pistolese / Concept by Giovanna Tinaro

Dove abbiamo dormito

Un soggiorno luxury in una boutique townhouse che si affaccia sul porto di Kinsale. Camere in stile country chic, pulite e confortevoli. Ottima posizione, nel cuore del villaggio di pescatori e vicino a tutte le attrazioni principali. Della nostra stanza ho amato la vista, la seduta vicino alla finestra che guarda le barche di Kinsale Harbour, dove appena sveglia ho scritto le mie note di viaggio…

Dello storico edificio ho amato in particolare il Caffè, aperto al pubblico, dove la mattina abbiamo fatto una ricca colazione. Personale gentile e ottima accoglienza, grazie a Maria per i suoi consigli. Se non fosse stato per lei ci saremmo persi una vera chicca di questo posto: il sentiero panoramico del James Fort dal quale lo sguardo si allarga a tutta la baia.

– info: The Old Bank Townhouse

Giorno 2: James Fort / Kinsale – Ring of Beara / Beara Peninsula – Bamboo Park – Dzogchen Beara – Allihies – Parco nazionale di Killarney – Dingle Peninsula

On the road sulla Wild Atlantic Way: Kinsale segna il punto di partenza della Wild Atlantic Way, oltre 2500 chilometri di strada costiera tra le più belle d’Europa. In questa giornata ne faremo un pezzo davvero stupendo…

Da non perdere: il sentiero per il James Fort / Kinsale

Prima di rimetterci sulla strada, decidiamo di percorrere il sentiero fino al James Fort, consigliato da Maria proprio perché, vista la densa tabella di marcia di questa seconda giornata, il James Fort è un ottimo compromesso per chi come noi non ha abbastanza tempo per visitare il più famoso Charles Fort.

Una passeggiata ricca di scorci naturalistici che si aprono sulla splendida baia di Kinsale, semplice e con una vista che si allunga anche fino al Charles Fort.

Se ti va di vedere questo sentiero passo passo, sulla pagina Instagram di InGiroconGio’ ho salvato nelle storie in evidenza un po’ di cose interessanti che ho fatto e visto nell’ultimo itinerario on the road in Irlanda.

Beara Peninsula e il “ring” meno conosciuto…

La Contea di Cork nasconde dei segreti davvero incredibili, svelati solo a quei viaggiatori capaci di attraversarla senza fretta, con il desiderio di lasciarsi conquistare dalle sue meraviglie, di fermarsi a osservare e a viverne la bellezza, selvaggia e stupefacente….

Prendendosi tutto il tempo per goderne in un viaggio lento…

Ecco quindi la domanda che ho posto alla mia Community: fare il giro della Beara Peninsula, un gioiello nascosto di 50 km tra le contee di Cork e Kerry, oppure il più conosciuto e turistico Ring of Kerry?

La Beara Peninsula si estende nella parte sud occidentale dell’Irlanda, divisa tra due contee, quella di Cork e di quella Kerry. Ho preferito attraversare questa perché voglio portarmi a casa un percorso meno battuto, un “gioiello nascosto” (come consiglia Christopher Klein, autore per la rivista National Geographic Traveler), perché è quello che mi piace sempre di più scoprire nei miei viaggi. Gioielli nascosti…

Così, visto che la mia Community mi conosce anche più me, la risposta è stata unanime.

Mi sono lasciata guidare dall’istinto e dalle vostre scelte. E capisco che non c’era altra scelta possibile. Imbocchiamo il “ring” della Penisola di Beara.

Alcune tappe del ring di Beara:

  1. Bamboo Park: una foresta di bambù con trenta diverse specie. Perditi in questo bosco, per una passeggiata rilassante nella natura.


  2. Dzogchen Beara: come sarebbe fare meditazione sull’oceano? Come in questo angolo segreto della Beara Peninsula, patria degli hippie in Irlanda, con un caffè con le vetrate vista oceano, in cui perderti nel blu dell’Atlantico. Il respiro dell’oceano e il blu profondo. Mi immergo in uno dei paesaggi più belli del mondo, o almeno del mondo che ho visto io fino ad oggi, e mi ricarico di nuova energia.

  3. Allihies e le miniere del rame: nell’Ottocento Allihies era un centro per l’estrazione del rame, i cui resti oggi sono visibili in tutto il paesaggio. Il colore del rame nella conformazione rocciosa, impastato nella sabbia delle spiagge che corrono lungo la strada, ci guida fino all’estremità di questa penisola in un bellissimo pezzo di Wild Atlantic Way.


Parco Nazionale di Killarney

Ci dirigiamo verso la Dingle Peninsula attraversando il Parco Nazionale di Killarney, in genere considerato anche punto di partenza del più famoso e turistico “Ring of Kerry”.

La meraviglia continua, tra laghi, montagne, boschi e scenari di una natura che esprime al meglio il concetto di “sublime”. Questo “Paradiso delle montagne dell’ovest”, come veniva definito già in epoca vittoriana, è la mecca dei visitatori provenienti da ogni parte del mondo per esplorare la quintessenza del paesaggio irlandese, soprattutto per le caratteristiche zone lacustri e montane.

Dingle Peninsula

Tra le cinque penisole dell’Irlanda sud-occidentale, la Dingle Peninsula è un’altra tappa imperdibile del nostro itinerario improvvisato e fuori dalle rotte più battute. Qui troverai anche la più alta concentrazione di siti paleocristiani dell’isola, che noi non abbiamo visitato per mancanza di tempo ma che ho già segnato sulla mappa per il prossimo viaggio.

Trascorriamo la notte in un posto speciale proprio nei pressi di Dingle, un villaggio tranquillo e rilassato sull’oceano.

Dove abbiamo cenato

Frequentatissimo dalla gente del posto, con i boccali di birra che corrono veloci su tutti i tavoli e il “craic” più vivace che ci sia, questo è il classico pub con musica dal vivo e balli irlandesi che non ti aspetti ma che vorresti tanto trovare per caso…come è successo a noi. Giusto in tempo per cenare: arriviamo tardi in paese e tutti gli altri ristoranti avevano la cucina chiusa. Ed ecco l’ultima porta sulla strada principale di Dingle.

È il “Dingle Pub”. Ci fanno accomodare e ci catapultiamo subito in un’atmosfera allegra e festosa. Tra fiumi di birra e chiacchiere a voce alta, ordiniamo uno stufato di manzo irlandese e uno steak sandwich con patatine. Poi la cucina chiude e si alza il sipario sul folklore: il barista inizia a ballare danze tradizionali irlandesi coinvolgendo i clienti…

Strepitoso!

Dove abbiamo dormito

Questo posto merita una menzione speciale. Fab View è uno dei posti più rilassanti e confortevoli in cui io abbia mai dormito. La vista al risveglio è “fabulous” appunto. Ma anche la notte stellata che ci ha accolto in un paesaggio immerso in una natura silenziosa. Così tante stelle nel buio io non credo di averle mai viste…

La mattina dopo ci siamo svegliati in un luogo dell’anima, dove i materiali in legno, la luce che filtra dalle grandi finestre e delinea gli spazi interni, definiscono il carattere di un ambiente progettato per il relax e il benessere, uno luogo che ti invita a restare, fino allo spazio della piscina interna al piano terra. Peccato dovessimo scappare…questa è la parte negativa dei viaggi on the road…che quando scopri un posto così, poi, vorresti solo che il tempo si fermasse, restare e goderti il piacere di un viaggio lento. Perché in un posto così è il piacere della permanenza a renderti felice.

Quindi eccolo uno “slow luxury retreat” che sposa perfettamente lo stile di InGiroconGio’: se vuoi scoprire di più sul concetto di “slow luxury retreats” e la nuova anima del lusso contemporaneo ecco un articolo che devi leggere.

Siamo andati via con il sorriso negli occhi e la voglia di tornare. Grazie Jerry, magari ci rivediamo presto!

Giorno 3: Dingle – Cliffs of Moher – Moran’s Oyster Cottage – Galway

Il tempo di una passeggiata per Dingle, un villaggio costiero nella contea di Kerry dal carattere rilassato, colazione da An Cupan Tae (consigliato per una colazione irlandese e, soprattutto, per le torte fatte in casa) e poi subito in marcia per la tappa-spot della giornata e, forse, di ogni viaggio in Irlanda: le Cliff of Moher.


Cliffs of Moher

Ecco uno degli scenari rocciosi più verticali e imponenti della Terra. Definirle scogliere mi sembra poco. Le Cliffs of Moher sono sculture naturali stratificate in pietra a lastre e scisto che si innalzano su pareti rocciose di oltre 200 metri di altezza.

In una giornata nitida potrai scorgere le isole Aran a nord dalla O’Brien’s Tower.

Camminare per oltre 8 chilometri di passeggiata a strapiombo sull’Oceano Atlantico è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita.

Nessun viaggio in Irlanda potrà considerarsi esaustivo senza aver fatto tappa qui.

Un consiglio: l’esperienza interattiva e multimediale del centro visitatori è progettata bene e anche per i più piccoli si rivelerà un plus. Da non perdere!

Dove abbiamo cenato

Uno dei posti più speciali di questo viaggio: un cult per veri viaggiatori alla ricerca di storie autentiche.

Ostriche freschissime della baia di Galway servite in un cottage di oltre 250 anni ai margini dell’Oceano Atlantico. Un’antica casa di famiglia che oggi è un must per tutti gli amanti del pesce, dei frutti di mare e dei crostacei, direttamente dall’oceano alla tavola.

Consigliata: Seafood chowder, una ricetta tramandata da sette generazioni. Da non perdere le ostriche. Io ho ordinato quelle cotte nel brandy. Superlative!

/ “Stories around Ireland”: lui è William. Una storia familiare lunga sette generazioni, che ha fatto della coltivazione di ostriche una scelta di vita. Se cerchi un posto speciale, farai di tutto per avere un tavolo qui al Moran’s Oyster Cottage. Come noi, che siamo arrivati qui a tarda sera e a costo di non trovare un posto libero dove dormire, pur di non perdere una straordinaria esperienza gastronomica. In questo video ti raccontiamo l’eccellenza di un territorio e di una famiglia che ne ha tramandato valori, storie e tradizioni.

Filmed by Mario Pistolese / Concept by Giovanna Tinaro

Dove abbiamo dormito

Harbour Hotel

Prenotato 1 ora prima di arrivare, a cena, mentre eravamo al Moran’s Oyster Cottage, questo Hotel dotato di ogni comfort è proprio sul porto di Galway, dove la città finisce e incontra l’oceano.

Giorno 4: Galway – Distilleria Whisky – Dublino

La mattina abbiamo visitato Galway, senza spingerci oltre, verso il Connemara, come avevo immaginato presa dall’entusiasmo e dalla voglia di fare tutto. Ma tutto è troppo, anche per noi che siamo allenati a velocizzare all’improvviso il passo, ammassando le tappe di un percorso on the road fin troppo denso in cui il tempo è poco…

Così abbiamo camminato, perdendoci per le stradine di questa città dinamica, vitale e con quella sua atmosfera vibrante e al tempo stesso intima. Ci siamo lasciati guidare dal carattere di Galway, dai suoi colori, dalle voci, dalle luci e dalla sua natura gaelica. Tra botteghe e pub, barche, banchine e moli, bandierine colorate e facciate dipinte da murales, il centro di Galway è segnato da alcune tappe lungo la nostra passeggiata.

Cosa vedere a Galway:

  1. Cattedrale e River Corrib
  2. Latin Quarter
  3. The Long Walk
  4. La leggenda del Claddagh Ring (allestita nella gioielleria al 26 di Shop St.)
  5. Spanish Arch
  6. Claddagh

Tappa on the road per un vero Irish Coffee in una storica distilleria irlandese di whisky lungo la strada per Dublino: Kilbeggan Distillery

Sulla strada per Dublino incrociamo una delle più antiche distillerie di whisky d’Irlanda: Kilbeggan Distillery.

Ci siamo fermati al Caffè per provare un autentico Irish Coffee irlandese…buonissimo!

Dublino: solo per qualche ora.

Trascorriamo l’ultima serata di questo roadtrip nella capitale irlandese. Con il poco tempo a disposizione ci dirigiamo subito a Temple Bar (noi siamo nei Docklands e dal nostro hotel basta prendere un tram e siamo al centro nel giro di 15 minuti).

Eccoci nel cuore del quartiere più conosciuto e, chissà, forse anche più turistico della città. Ci basta varcare la soglia del Temple Bar Pub per entrare nell’anima del craic e di Dublino: la quintessenza del Pub irlandese!

E che ve lo dico a fare: qui Joice è ovunque…


Tornerò per esplorarti con calma perché, in fondo, siamo tutti gente di Dublino…

Dove abbiamo cenato

Stack A Restaurant / Urban Brewing Experience

All’interno di un birrificio – Urban Brewing Experience – in uno storico edificio di 200 anni, trova posto Stack A Restaurant, un’esperienza sensoriale da non perdere a Dublino.

Volte a botte in pietra e mattoni a vista, tubi di rame che trasportano birre di produzione artigianale, ambienti eleganti e easy chic, tapas bar e piatti gourmet che sperimentano sapori e fondono ingredienti ispirati dai viaggi: ecco il posto da non perdere secondo noi per una cena nei Docklands di Dublino.

Dove abbiamo dormito

Beckett Locke, North Docks

Siamo nei Docklands di Dublino, in un posto molto interessante, pieno di fermento creativo e di vitalità. Un posto giovane e fresco. Siamo stati molto bene qui…

Ciao, questo articolo ti ha fatto venire voglia di partire per l’Irlanda? CLICCA SUL PULSANTE DIRETTAMENTE QUI SOTTO ed entra anche tu a far della Community di viaggiatori di In-giro-con-Gio'

ISCRIVITI GRATUITAMENTE alla Newsletter!

Avrai accesso esclusivo ai contenuti extra condivisi solo con gli iscritti, comprese le offerte e le esperienze speciali che i nostri partner hanno riservato a questa Community!

Qui trovi qualche informazione in più sulla Newsletter di In-giro-con-Gio’

E come sempre GRAZIE per aver dedicato del tempo a leggere questo post!

Se pensi possa essere utile o interessante per qualcuno che conosci CONDIVIDILO. Con una semplice condivisione, infatti, mi aiuterai a far conoscere questo progetto e a supportare il nostro lavoro di narrazione e comunicazione.

Torna a trovarci qui o sui canali social dove raccontiamo le nostre storie di viaggio!

Siamo già in tanti e condividiamo gli stessi valori…ti aspettiamo!

2 Shares
4 comments
  1. Ci hai fatto viaggiare con te come se fossimo proprio lì. Bellissime foto e video. E la narrazione del viaggio naturalmente…. è della penna felice di Gio. Ma a questo punto mi chiedo: ha senso “ritornare” in Irlanda visto che l’abbiamo già visitata?

    1. Grazie mille per il tuo commento, non solo per le belle parole e gli apprezzamenti sul nostro lavoro ma anche per gli spunti di riflessione che lasci alla nostra community…
      Sì, anch’io mi sono spesso posta questa domanda…se sapere tanto di un posto prima di partire possa farti poi godere il viaggio con lo stesso spirito della scoperta…
      Nella mia esperienza, ho trovato un equilibrio nel mezzo. Leggo, mi informo ma non sempre ascolto e seguo, soprattutto se quello che leggo e vedo non mi sembra appartenere al mio modo, al mio stile di viaggio.
      Personalmente lascio sempre un po’ di margine all’improvvisazione…
      parlo molto di questo anche nel blog e nei miei racconti di viaggio.

      Lascia sempre un po’ di spazio per il fuori-programma, perché non sai mai quello che potrai scoprire durante il cammino e chi potrai incontrare.
      Spesso il viaggio assume un carattere tutto suo, come se avesse un’anima propria e il segreto sta nel lasciarsi catturare dallo spirito del viaggio stesso.
      Lasciarsi andare all’imprevisto, ascoltare le persone e le loro storie…
      Non si tratta di fortuna. Perché spesso mi dicono che viaggiare con me, con noi, fa sì che succedano cose che non accadono se non con “InGiroconGio'”…ma la verità è che noi ci apriamo al viaggio, ci poniamo con lo spirito giusto…e semplicemente questa energia ci porta verso le cose e le persone giuste…
      tu che ne pensi?
      ti è mai capitato di lasciare che il mondo ti stupisca?
      e per rispondere alla tua domanda…nessun posto è “già visto” se non lo vedi con i tuoi occhi, se non ne percepisci l’essenza, se non lo vivi…il viaggio è sempre un’esperienza personale…
      io posso solo darti gli strumenti per viverlo meglio, in un modo di sentire che ci accomuna se scegli di “viaggiare con noi”, ma poi sarai tu a costruire il tuo personale itinerario…

  2. Che dire, come sempre siete riusciti a trasportarmi in quei luoghi attraverso i racconti, le foto e le testimonianze! Fate proprio venire voglia di partire e ripercorrere le vostre strade e i vostri sentieri!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like

TravelSpagna del nord on the road: un sogno ad occhi aperti. Prima tappa Paesi Baschi!

La Spagna del nord è più simile a un’idea, a qualcosa che resta ineffabile, sfuggente, inafferrabile come quella sensazione di libertà che ti regala con i suoi paesaggi onirici e maestosi, ma anche intimi e avvolti da una magia che abbiamo cercato di catturare nelle immagini e nelle parole che ci accompagneranno in questo nuovo racconto di viaggio che ci ha portati a scoprire una terra straordinaria, ancora poco battuta dal turismo rispetto ad altre regioni della Spagna o dell’Europa, ma che forse proprio grazie a questo riesce ancora a trasmettere emozioni forti di autenticità e verità. Perché la Spagna del nord on the road è un sogno ad occhi aperti…partiamo dalla prima tappa: Paesi Baschi!

TravelElba on the road: il paradiso nel cuore e negli occhi…

Borghi arroccati e porti coloratissimi, posti di mare e di terra, cammini di montagna e sentieri boschivi, vigne sul mare e degustazioni in fattoria, cavalcate nella natura più selvaggia, spiagge e calette dalle atmosfere tropicali, tramonti di fuoco. Selvaggia e potente, rigogliosa e avvolgente, questa è l’Elba per me: il paradiso nel cuore e negli occhi.

TravelUna guida per perderti a Siviglia: il mio itinerario di 48 ore a piedi nella città di Carmen, del flamenco e della luce…

Una stradina che trasuda memorie e antiche storie, un cortile romantico in cui gustare le tapas della tradizione rivisitate da una cucina raffinata, un viale alberato in cui passeggiare e godere dell’ombra mentre il caldo invade le piazze assolate, un patio in cui rivivere il mito di Carmen, una piazzetta profumata da alberi di arance, mentre percorri le viuzze della Judería colorate dalle tipiche ceramiche di Siviglia. Ecco la mia guida per perderti a Siviglia e scoprire la vera essenza di questa città in un itinerario di 48h a piedi nella città di Carmen, del flamenco e della luce…
Immagina un posto lontano, la cui distanza non è misurabile in chilometri ma in altri valori: lentezza e calma di un luogo sospeso nel tempo. Questa è la nostra Cotswolds experience. Una nuova guida da leggere e custodire come un segreto!

TravelCotswolds experience: l’Inghilterra più autentica a 2 ore da Londra

Immagina un posto lontano, la cui distanza non è misurabile in chilometri ma in altri valori: lentezza e calma di un luogo sospeso nel tempo. Questa è la nostra Cotswolds experience, quella che ti racconto in questa nuova guida per scoprire la magia che ha da offrire un soggiorno nella campagna inglese, la famosa "British Staycation", per rilassarti in un luogo unico, circondato dalla natura e dalla tranquillità di una vita lenta nell’Inghilterra più autentica a 2 ore da Londra.